Relazione annuale di Draghi e inflazione in calo

Quest’anno la crisi mondiale potrebbe determinare, secondo le previsioni più aggiornate, una discesa del Pil di circa il 5 per cento, mentre il deficit pubblico potrebbe salire a oltre il 4,5%. A fine crisi il debito/pil tornerà ai livelli drammatici dei primi anni novanta, ovvero in area 120%.

Questi alcuni dei dati riportati nelle considerazioni del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, illustrate questa mattina all’assemblea dei partecipanti a Palazzo Koch. Considerazioni scritte in un periodo difficile che ha fatto precipitare il mondo nella crisi più grave dalla metà del secolo passato. Uscire dalla crisi, ha sottolineato il governatore, significa ricostruire la fiducia, ricreando posti di lavoro, restituendo vigore alle imprese, riparando i mercati finanziari.

La fiducia non si ricostruisce con la falsa speranza, ma neanche senza speranza: uscire da questa crisi più forti è possibile, ha spiegato il Governatore leggendo le sue Considerazioni finali. Dalla metà di marzo ha spiegato ancora, le tensioni sui mercati finanziari si sono allentate e le quotazioni di Borsa si sono riportate su livelli di inizio anno.

D’altra parte, sul fronte dei prezzi si registra una nuova frenata dell’inflazione a maggio, ai minimi da oltre 40 anni in Italia mentre l’indice europeo arriva addirittura a 0 per cento. L’andamento dei prezzi rappresenta un nuovo preoccupante segnale di calo di consumi per la crisi economica. In base ai dati preliminari diffusi dall’Istat, l’indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,2 per cento rispetto al mese precedente, portando il dato tendenziale annuo dal +1,2 per cento di aprile a +0,9 per cento.

I dati più significativi interessano i capitoli comunicazioni (più 0,9 per cento), i trasporti (più 0,6 per cento) e il settore abitativo: acqua, elettricità e combustibili (+ 0,3 per cento); mentre per quanto riguarda l’istruzione, la variazione è stata sostanzialmente nulla.

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